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Potatura e cura delle Palme

palmaCon l’introduzione delle palme nelle città, nei parchi, giardini e nelle strade, si verifica la necessità di eliminare, per determinate specie, le foglie e le infiorescenze secche, che per l’eventuale rischio di caduta per naturale distacco potrebbero generare pericolo per l’incolumità dei passanti.

 

LE PALME
Le palme comprendono circa 2800 specie e il loro comportamento, in riferimento al distacco naturale delle foglie morte, e delle guaine, è assai vario pertanto, deve essere anche diversa la tecnica di potatura applicata.

 

Esistono specie che conservano le foglie secche per molto tempo, come per esempio Washingtonia robusta e Washingtonia filifera, Sabal palmetto, Trachycarpus fortunei. In questi casi si dovrebbe lasciare crescere in maniera naturale le palme con le foglie secche attaccate lungo lo stipite. Si ottengono così condizioni di vita più favorevoli per le palme e per l’ambiente loro circostante si valorizza l’aspetto ornamentale e si consegue un risparmio considerevole dal punto di vista gestionale.

taglio foglie

Per quelle specie che distaccano rapidamente le foglie (es. Phoenix canariensis) si deve intervenire prima che cadano a terra accidentalmente e possano causare danni. La localizzazione della palma suggerisce anche il tipo e la modalità di intervento da eseguire in quanto a seconda del luogo di radicazione della pianta (all’interno di un’aiuola in un giardino privato o pubblico, in mezzo ad una strada o in prossimità di edifici o di linee elettriche) si dovrà intervenire più o meno tempestivamente e periodicamente.

 

POTATURA DELLE PALME

Per Potatura delle palme si intende l’asportazione delle foglie secche e la rifinitura dello stipite e del capitello dando luogo, secondo il gusto ornamentale del cliente e secondo la morfologia dell’esemplare a piacevoli architetture. (Nella foto due esempi di diversa potatura del capitello).

 

esempi potature palme

L’intervento così praticato è utile sia dal punto di vista sanitario (riduzione dei ricoveri per animali invadenti: topi) che estetico, migliorando la morfologia dell’esemplare non alterandone la fisiologia.

 

In alcuni casi è necessario eliminare delle foglie verdi che interferiscono con manufatti o altro. Tale attività deve essere fatta nel numero più ridotto possibile per non indebolire la pianta e sottoporla a stress eccessivi che la rendono più soggetta ad attacchi da parte dei più comuni patogeni. Nella foto un esempio di potatura drastica e una corretta.

 

potature palme

 

Dal punto di vista fitosanitario è evitata l’asportazione delle foglie verdi e le potature eccessive dello stipite anche e soprattutto per ridurre il rischio di attacco del Rhynchophorus ferrugineus, conosciuto anche come curculionide ferruginoso delle palme conosciuto anche come PUNTERUOLO ROSSO (vedi sotto), che se insediato porta velocemente alla morte l’esemplare.

 

E’ importante avvalersi di professionisti capaci di consigliare e di praticare il giusto intervento in tutta sicurezza per l’operatore e per la pianta.

 

punteruolo rosso

EMERGENZA PUNTERUOLO ROSSO
(*) Chiunque sospetti o accerti la presenza del punteruolo rosso è obbligato, ai sensi del Decreto del Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali del 25.5.2007 e del 9.11.2007 , del Decreto di Lotta Obbligatoria del 13.02.2008 pubblicato sulla gazzetta uff. n. 37 e del decreto legislativo 214/2005, a darne immediata comunicazione al Servizio Fitosanitario Regionale, per non incorrere nelle sanzioni pecuniarie previste dall’art. 54 del D.Lgs. 214/2005 e nelle conseguenze penali previste dall’art. 500 del codice penale.

 

Il punteruolo rosso è un insetto di colore bruno rossastro ben visibile ad occhio nudo (è lungo da 2,5 a 3 cm nella forma adulta) che deposita fino a 200 uova nelle parti molli delle Palme ove poi si accrescono le larve.

 

I principali danni sono causati dalle larve che scavano gallerie e provocando cavità nel tronco e alla base delle foglie fino a ledere l’apice vegetativo (cuore della palma) della pianta portandola a MORTE CERTA in breve tempo.

 

I primi sintomi evidenti dell’attacco sono la rosura delle giovani foglie seguita dalla rottura sospetta di una o alcune foglie verdi e/o il loro disseccamento con conseguente rapido e pericoloso distacco. Segue la manifestazione di una forma irregolare della chioma, che perde la simmetria, e la perdita dell’apice vegetativo. L’ultimo stadio dell’infestazione è manifestato dal collasso dell’intera chioma con pericolo di crollo.

 

Le piante colpite sono un pericoloso veicolo di diffusione del parassita.

 

Ad oggi (marzo 2010) NON esistono metodi di cura e/o salvaguardia delle palme. L’unico metodo per ridurre la diffusione dell’insetto e ridurre il rischio evidente di estinzione delle palme nelle nostre città è l’IMMEDIATO ABBATTIMENTO degli esemplari infetti e lo smaltimento in maniera adeguata del materiale di risulta.

Se TUTTI non rispettano tali indicazioni OGNI forzo sarà vano.
NON sono scientificamente provati e approvati metodi di cura delle palme come:

 

bicicletta

FREQUENZA DELLA POTATURA
La periodicità nella potatura non si può stabilire con regole fisse. Dipende dalle specie, da situazioni particolari e da aspetti culturali. Normalmente si interviene rispettando turni da 2 a 4 anni, sempre che vi siano foglie o infruttescenze secche in grado di causare pericolo o altri inconvenienti.

 

LA BICICLETTA DELLE PALME
Le tecnica utilizzata per poter risalire le palme è la Bicicletta, un attrezzo dotato di fasce metalliche che abbracciando li stipite permettono la risalita dell’operatore in sicurezza e senza danneggiare la pianta.

 

NON Sono tollerate risalite con l’utilizzo dei RAMPONI in quanto danneggiano irreparabilmente lo stipite della pianta alterando la sua stabilità fisiologica e meccanica.

Sotto una foto che illustra i danni da ramponi.

bicicletta

 

 

 

* Le informazioni sopra riportate sono il risultato dell’ultimo convegno internazionale tenuto a SANREMO “ Lotta al punteruolo rosso: a che punto siamo” tenuto nel gennaio 2010.

Alcune foto e i disegni sono tratti da “ La potatura delle palme ornamentali Biologia, ecologia e gestione “ a cura del Centro Studi e ricerche per le palme di Sanremo autori Bernabè Moya, Josè Plumed, Claudio Littardi.